Trattamento fiscale dei guadagni da attività di Network Marketing

Tassazione dei ricavi da attività di Network Marketing

In questo post andremo a vedere quale sia il regime fiscale cui viene assoggettato il Network Marketing. Come già visto in altro post il Network Marketing legalmente è regolato dalla Legge 17 agosto 2005, n. 173 intitolata “Disciplina della vendita diretta a domicilio e tutela del consumatore dalle forme di vendita piramidali”. Per poter esercitare l'attività di incaricato alla vendita diretta, così si chiama colui che esercita un'attività di network, è necessario avere un tesserino di riconoscimento ed avere determinati requisiti personali (i soliti necessari per l'esercizio di una qualsiasi attività commerciale).

Da un punto di vista fiscale chi esercita un'attività di network marketing è così regolato:
fino a 5.000 euro netti di commissioni per anno solare l'attività è regolata alla stregua di "occasionale" e formalmente non prevede niente da assolvere. Viene fatta una ritenuta alla fonte pari al 23% del 78% dell'imponibile (primo scaglione imposta IRPEF).

La ritenuta in definitiva è pari al 17,94% dell'imponibile ed essendo "secca" non lascia altri oneri fiscali dichiarativi da assolvere.

Questi proventi non andranno dichiarati e non andranno a far cumulo con gli altri eventuali redditi percepiti.

Oltre la soglia dei 5.000€ netti la formula della ritenuta d'imposta definitiva continuerà ad essere applicata, senza necessità di dichiarazione dei redditi (relativamente a questi proventi); unico onere la presentazione della dichiarazione IVA in forma autonoma.

In quanto redditi assoggettati a regime di ritenuta d'imposta definitiva, siamo di fronte a non assoggettabilità ad IRAP, non applicabilità degli studi di settore e dei parametri reddituali e nessun obbligo di iscrizione alla Camera di Commercio (e ovviamente il non onere di pagarne la tassa di iscrizione).

Sempre oltre i 5.000€di redditi netti subentra l'obbligo di iscrizione alla gestione separata INPS ed il relativo onere di versamento dei contributi in base alle aliquote vigenti (D.L. 269/03 (art. 44, c. 2), convertito in L. 326/03). Tale contributo è per 1/3 a carico dell'incaricato alle vendite e per 2/3 a carico dell'azienda erogante e viene calcolato sull'imponibile fiscale pari al  78% della provvigioni percepite.

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